Born in Serbia. Graduated in Literature at Belgrade's University. Postgraduating studies in Science of Literature. Founded in Belgrade: "Yura Borzoi" publishing house.
Work in Italy: manager in "Compagnia Italiana Radiotelevisiva" (Milan) and "Letsbuyit.com" (Milan and Muenchen); journalist work for Radio Popolare, Il Manifesto, Marie Claire, Diario, EAST.
Founded in Milan: "Zampa OnLine" internet firm.
Founded: "Donne Yugo", voluntary association helping war victims and immigrant integration in Milan.
Love: Borzois - founded "Yura Borzoi" cannel (still living descendents of my first borzois - russian windhound) and Bykes (33 years driving motocycles; now :Yamaha Virago).
New
Founded: "Studio for Sperimental Research in Humanistic Sciences", Milan
Working on: Doctorate degree in Filosofy, University of Belgrade.
Valerija Brkljac, serba, è laureata in Teoria e Storia Comparata della Letteratura (1983 Beogradski Univerzitet). Nel 1987 ha fondato la casa editrice Yura Borzoi. Nel 1992, in seguito al conflitto nella ex Jugoslavia, è arrivata in Italia, dove ha fondato l’associazione «Donne Yugo», finalizzata a sostenere l’inserimento dei profughi e degli esuli in Italia. Dopo una lunga esperienza manageriale, prima presso la CRT (Compagnia Italiana Radiotelevisiva) e poi presso la LetsBuyit (un’azienda svedese che opera in Internet), ha iniziato a lavorare come free-lance nel mondo della comunicazione. Ha collaborato con diverse testate, tra cui Il Manifesto e MarieClaire, e con Radio Popolare. In Italia ha pubblicato diversi libri sulla lettura della mano (Leggere la mano, 2001, Baldini & Castoldi Editore). Attualmente, all’attività di scrittrice e giornalista, affianca quella di studiosa di chirologia, una passione che si è trasformata in un lavoro e in una ricerca scientifica.
Fu un'esperienza bellissima perché mi permise di conoscere dei grandi attori del cinema mondiale. Seguirono diverse proposte per i nuovi film, che non ho accettato. Ognuno di noi possiede un dono. Quello di fare l'attrice non era il mio. L'ho accettata quella unica volta perché il regista, Franco Rossi, non volle sapere del mio rifiuto (era del toro, come me). Curiosità, simpatia e testardagine erano decisivi per dirgli di sì. Alcune persone che ho conosciuto durante le riprese sono ancora i miei amici, anche se sono passati più di vent'anni.
Ricordo con piacere la generosità di Klaus Maria Brandauer (nel ruolo di Nerone, di cui nel film ero un giovane amante, Epaphrodito), con la quale mi ha guidato nel portare a termine con dignità questo impegno. Quello che non dimenticherò mai, tra tante altre cose, sono gli occhi e lo sguardo di Max von Sydow, di una bellezza unica. Volete un segreto? Non ho mai visto il film.